Se la natura dei pensieri può determinare la qualità del mio respiro, parto da questo per determinare la qualità della mia vita

Pubblicato da valentina il

Intervista ad Arianna, massage therapist e insegnante di yoga. Intervista a cura di Cristina Carnevale.

Un’intervista che narra un’esperienza di vita, uno sguardo attento sul momento presente che stiamo vivendo; un racconto permeato da una grande verità e consapevolezza personale.

Buona lettura!

Se la natura dei pensieri può determinare la qualità del mio respiro, parto da questo per determinare la qualità della mia vita

Vuoi presentarti Ari?

Mi chiamo Arianna, ho 36 anni, e sono attualmente impegnata come massage therapist ed insegnante di yoga. Negli anni passati mi son ritrovata a coltivare interessi molto diversi tra loro, ho studiato comunicazione e giornalismo, perché ho sempre amato scrivere, (forse perché mi piacciono le penne soprattutto quelle con la punta sottile e morbida, mi piace disegnare visi occhi e mani con la matita e mi piace persino il ticchettio prodotto dai polpastrelli sulla tastiera del laptop!) e comunque in futuro immagino e spero di avere il coraggio e l’intelligenza di evolvermi in altre forme ancora più diverse, anche perché i tempi che corrono ci costringono a farlo!

Negli ultimi 8-10 anni della mia vita mi sono gradualmente allontanata dalle vecchie aspettative di ottenere, grazie al pezzo di carta, un lavoretto in un ufficio, quello di un quotidiano magari, anche perché confrontandomi con quel mondo attraverso qualche esperienza di tirocinio, ho potuto vedere che non avevo abbastanza “gnignera” come direbbe mia mamma, ossia non ero dotata di quell’intelligenza da volpe arguta che ti fa fare strada tra i personaggi chiave e in una giungla informativa, e in più avevo una tale passione nel difendere la causa dei più deboli che spesso non riuscivo ad avere l’obiettività e la razionalità che si pretende da un giornalista.

Non ho aspettato molto prima di partire: ho fatto diversi giri con diversi tipi di lavori, come quello di nanny in Olanda, (nella ventosa Nederland, terra di vacche, cavalli bellissimi e mulini); ero già stata in Inghilterra per completare il mio progetto di tesi sulla cultura afro-caraibica e il carnevale di Notting Hill (mi piacciono le steal bands e mi appassionano le storie di contaminazioni culturali, legate sempre ai temi delle classi sociali più deboli, razzismo, ineguaglianze…) per cui il mio inglese non era male; inoltre mia mamma è canadese, sebbene non si sia mai impegnata seriamente nel progetto concreto di insegnarmi la sua lingua madre, una parolina qua e la son riuscita ad afferrarla…

Dopo questi piccoli saltelli, ho fatto il grande salto: sono andata in Canada e ci sono rimasta per 5 anni. Pur avendo la cittadinanza canadese e gran parte della famiglia lì, ho fatto vita da immigrata: ho lavorato nelle cucine dei grandi ristoranti downtown Toronto, insieme a srilankesi e ragazzi universitari, facevo pasta fresca, gelato, creme brûlé, ho faticato per pagare l’affitto di appartamenti spesso fatiscenti appestati di cockroaches e bedbugs (fa più figo dirlo in inglese anche se ti viene comunque un colpo quando te ne trovi una in camera da letto!) e poi ho capito che le grandi città stile americano, dove si lavora per vivere e basta, non sono per me, oppure io non sono fatta per loro, non so. Mi sono trasferita a circa 600 km da lì, a Montreal, ed è stato così che per la prima volta in vita mia ho provato vero amore per una città! Montreal si trova su un isolotto in mezzo al grande fiume Saint Laurent, ed una città in cui ho trovato tanta spiritualità, una grande diffusione della pratica dello yoga e delle discipline olistiche, tanta fiducia sociale, aiuto tra le persone, collaborazione di quartiere con orti e addirittura frigoriferi pubblici, tanto volontariato, compassione ed anche tanta libertà!!! Infatti è stato proprio a Montreal che son riuscita ad alleggerirmi di tutti gli schemi e le costrizioni, anche la pesantezza che avevo accumulato soprattutto dopo l’esperienza di Toronto (tenendo anche conto che sono arrivata a Toronto in inverno, temperature -25 e tempeste di ghiaccio: prassi) e ho scelto che sarei diventata massage therapist, ossia, una professionista del massaggio terapeutico.

Per farla breve, sacrifici assurdi per andare a scuola e per studiare su manuali di anatomia e fisiologia in inglese, ma ce l’ho fatta, sono uscita da lì con un diploma completo e una professione riconosciuta dal sistema sanitario, mi sono sentita molto molto orgogliosa di me, quasi volavo per la felicità ed ho iniziato pian piano ad inserirmi nel tessuto lavorativo della massoterapia di Montreal, imparando sempre di più dai miei colleghi e con altri corsi.

Inoltre, pian piano ho cominciato davvero a sorprendermi degli effetti incredibilmente positivi del massaggio terapeutico sulla salute delle persone; il mio orientamento verso il mondo delle terapie naturali era già presente da anni addietro anche grazie all’approccio con il mondo dello yoga, di cui parlerò, ma praticando il massaggio terapeutico e potendo toccare letteralmente con mano, ovviamente in maniera esperta e mirata, il benessere che si può ottenere, ho davvero sposato appieno la causa delle terapie naturali.

Continuo a gioire quando vedo i visi distesi ed alleggeriti delle persone che massaggio 🙂

Come anticipato, lo yoga insieme alla massage therapy, è un tassello fondamentale nella mia vita in costruzione perenne!

Ho approcciato lo yoga per la prima volta nella mia camera da letto, con un libro sullo yoga per principianti che purtroppo è andato perduto, uno di quelli che si regalano a Natale con la copertina rigida e tante foto dentro. Nata la scintilla, ho iniziato a leggere libri, e seguire canali online, poi in Canada, con l’abbonamento ai favolosi centri sociali YMCA, avevo accesso a tutte le lezioni di yoga con tutti gli stili possibili ed immaginabili (si sono inventati persino lo yoga in piscina sulla tavola da surf), insomma ho praticato yoga per diversi anni approcciando diversi stili di insegnamento.

Nel 2017, per una serie di contingenze, sono tornata a vivere in Molise, nel paese di famiglia, ho preso una pausa dal lavoro mi sono concessa nell’arco di un anno due viaggi studio importanti: il primo a Chiang Mai, Tailandia, dove ho studiato il massaggio thai-yoga, una tecnica antica che unisce la digitopressione e la manipolazione terapeutica alle asana dello yoga, e l’altro a Rishikesh, India, dove ho preso la prima abilitazione all’insegnamento dello yoga.

Sto pian piano raccogliendo i miei frutti anche qui in Molise, sia come massage therapist che come yoga teacher, in uno studio dedicato che ho denominato Spazio Kinetico.

Dall’inizio del lockdown ti sei subito attivata per proseguire gratuitamente online con le lezioni di yoga, in più hai fissato un altro appuntamento importantissimo quotidiano alle 7.30, quello con la meditazione Vipassana?

Vuoi parlarcene soffermandoti soprattutto sulle funzioni che entrambe le pratiche (yoga e meditazione) hanno assunto in questo periodo?

Quando il lockdown ha avuto inizio io e le mie allieve/i di yoga siamo per qualche giorno rimasti in una specie di bolla sospesa piena di interrogativi e incredulità: all’improvviso i nostri appuntamenti di benessere settimanali con lo yoga erano stati interrotti, così come gli appuntamenti di massage therapy. Ho percepito da subito il disagio, e il rischio che questo potesse aumentare e trasformarsi con, l’isolamento forzato, in forme più importanti di malessere sia fisico che mentale… Quindi come sempre, non ho aspettato molto per far partire gli appuntamenti virtuali, utilizzando lo strumento della diretta facebook, cosa che non avevo davvero mai sperimentato prima e neanche avrei mai immaginato di dover fare un giorno! E così ho aperto un gruppo privato, e ho cominciato a registrare pratiche. Pian piano il gruppo si è allargato ad altre persone che hanno forse approcciato il mondo dello yoga per la prima volta nella loro vita. Stiamo vivendo una fase di forte isolamento fisico ma paradossalmente abbiamo ora innumerevoli e speciali opportunità di sentirci più vicini in modi e forme molto speciali e diverse dalla cosiddetta normalità.

Oltre agli appuntamenti con lo yoga, qualche giorno dopo ho avvertito il bisogno personale di prendere un impegno serio con me stessa ed iniziare a praticare meditazione tutti i giorni ricorrendo alla tecnica del Vipassana.

Ho avuto modo di imparare questa tecnica recandomi ai ritiri di 10 giorni presso i centri Vipassana (la prima volta a Montebello, Quebec, e la seconda a Lutirano, Toscana) e ne ho colto l’efficacia e la straordinaria profondità d’azione.

Una cosa davvero istintiva per me è la condivisione: appena preso questo impegno con me stessa, ho invitato chiunque volesse a seguirmi sempre attraverso le diretta facebook, ogni mattina alle 7.30 per mezz’ora. Ogni mattina cerco di dare un quadro teorico e tecnico del sentiero che stiamo percorrendo, quello del Dhamma, il sentiero morale indicato dal Buddha che porta alla liberazione dalle sofferenze e alla vera libertà e felicità e pratichiamo insieme. Anche qui, mai avrei immaginato di guidare delle sessioni di meditazione, per giunta su facebook, ma eccomi qui, pronta a farlo, con impegno e studio. Il Vipassana ci sta insegnando che qualunque siano le circostanze della nostra vita, possiamo imparare a controllare la nostra mente fluttuante, la cosiddetta monkey-mind, sviluppando equanimità e saggezza: la semplice osservazione delle sensazioni presenti nel nostro corpo, a partire dal respiro, ci permette di penetrare la realtà dell’io partendo dai livelli più grossolani di realtà (piacere, dolore, fastidio, solletico, affanno, bruciore, eccitamento) fino al livello più sottile, ciò ci permette di praticare un’incisione quasi chirurgica nella nostra mente, e “purificarla”. Con l’osservazione equanime, ossia scevra dalle reazioni cieche di avversione, bramosia e ignoranza, capiamo che le sensazioni fisiche nascono sempre dalla mente, e che il respiro è lo specchio dei nostri pensieri, che la sofferenza nasce dall’ignoranza rispetto alla vera natura delle cose, ossia impermanenza e continua trasformazione (nascita, espressione, morte).

Il Vipassana mi sta offrendo un grande supporto su tutti i livelli: come dico agli amici che praticano con me, è come se ogni mattina iniziassimo con una bella doccia che ci ripulisce da tutti i sankara, ossia i nodi e le tensioni nate dalle vecchie reazioni, e potessimo continuare a vivere la giornata molto più leggeri.

Sappiamo come la paura possa interferire con la nostra capacità ventilatoria accorciando il respiro e creando rigidità. In merito a questo puoi parlarci della branca dello yoga che si occupa proprio delle tecniche di respirazione?

Come anticipato, quando siamo in meditazione possiamo osservare chiaramente la relazione tra pensiero e respiro: se affiorano pensieri distruttivi, disarmonici, caotici, il respiro si allontana dal suo ritmo naturale, diventa spezzato, o affannoso, oppure trattenuto, per cui inconsapevolmente passiamo un periodo di tempo in apnea. Una modalità di respiro di questo tipo è accompagnata da tutta una serie di compressioni e contrazioni: la cassa toracica è rigida, le spalle si chiudono, la colonna vertebrale soffre della mancanza di un flusso naturale e felice delle informazioni lungo i nervi, i tessuti si irrigidiscono e aderiscono tra loro in modo da impedire il naturale afflusso di sangue e sostanze nutritive, in primis l’ossigeno, per farla breve, entriamo in modalità fight or flight, difenditi o scappa,una condizione di stress in cui il nostro sistema nervoso reagisce e comanda al nostro corpo di difendersi da un pericolo. Questa condizione ha la sua ragione d’essere e la sua importanza vitale quando ci troviamo in situazioni d’emergenza per cui servono velocità decisionale e azioni immediate, penso ad esempio, quando riusciamo a sventare un incidente stradale perché abbiamo avuto quella freddezza e quella lucidità mentale da capire in meno di un secondo cosa fare. Ma se lo stress diventa la base della nostra normalità, possono sorgere seri scompensi che poi portano a malattie, ossia assenza di omeostasi, assenza di equilibrio e benessere. 

In questa prospettiva lo yoga è una disciplina che ci guida nella piena consapevolezza e nel pieno controllo di tali meccanismi mentali: in particolare, il pranayama, che è la branca dello yoga che si occupa del controllo del prana, ossia dell’energia vitale, attraverso il nostro respiro, ci offre numerose tecniche per guidare l’ingresso e la l’uscita dell’aria nel nostro corpo in maniera del tutto consapevole e controllata.

A seconda degli effetti che vogliamo ottenere per riportare equilibrio nella nostra mente, nel nostro corpo e nel nostro spirito, possiamo praticare una tecnica piuttosto che l’altra. Ci sono tecniche che mirano a portare unità nella natura biunivoca della nostra persona (emisfero destro, emisfero sinistro, tratti maschili, tratti femminili, personalità estroversa, introversa, attiva, passiva, yin, yang, ect), altre tecniche che aumentano l’energia vitale e apportano calore, altre che raffreddano e aumentano la concentrazione preparandoci alla meditazione. Attraverso le tecniche di pranayama rendiamo il respiro più libero e disteso: gli yogi si ispiravano al mondo animale e della natura, e le tartarughe in questo senso sono gli animali ai quali ci si ispira nella pratica del pranayama, perché hanno un respiro lunghissimo – circa 3 minuti tra inspirazione ed espirazione – e sono tra gli animali più longevi!

Possiamo dire che hai creato un posto “virtuale” di accoglienza e cura? 

Con il mio gruppo su facebook, Yoga a Spazio Kinetico, ho voluto davvero riprodurre la normalità e la continuità delle pratiche: chi mi conosce ed è stato nel mio Spazio, sa quanto per me sia importante creare un ambiente fatto di benessere e libertà, in cui togliersi le scarpe e “spogliarsi” degli abiti ma anche delle sovrastrutture che appesantiscono corpo mente e spirito sia fondamentale, uno spazio in cui ci si può annullare e darsi nuove forme, sfidando i propri limiti con consapevolezza, con un pensiero fisso: volersi bene!

Io mi voglio molto bene e voglio molto bene ai miei amici, voglio semplicemente coltivare e condividere con loro l’amore e la gioia di un paradiso che ognuno di noi possiede nel proprio mondo interiore e che si ha l’opportunità di scoprire con una pratica costante e l’osservazione dell’energia sottile che ci anima… spero di trasmettere questo.

Vuoi concludere con una tua considerazione?

Il momento attuale rappresenta un passaggio epocale, stiamo assistendo ad una drastica trasformazione della nostra realtà: dalle piccole sensazioni sul nostro corpo, ai pensieri, fino ai grandi fenomeni presenti sul nostro pianeta a livello ambientale, sociale, politico, economico, più che mai possiamo osservare la natura assolutamente impermanente della realtà in cui siamo immersi e la conseguenzialità karmica di cause ed effetti devastanti.

Abbiamo vissuto per decenni in una società impazzita, in trance, non consapevole, abbiamo fatto male alla nostra Madre Terra, ai nostri fiumi, i nostri mari, i nostri animali, i nostri bellissimi alberi, tutti loro stanno soffrendo, e noi esseri umani soffriamo molto e non ne siamo consapevoli, siamo separati tra di noi e dalla nostra vera natura, siamo nati per amarci, e volerci bene perché solo queste sono le condizioni in cui esprimiamo il nostro meglio e le potenzialità di vera crescita individuale e sociale. È estremamente facile farsi soggiogare dalla quantità abnorme di informazioni, notizie, interpretazioni, spinte sociali verso una direzione o un’altra: in questo caos cerco di ricordare sempre a me stessa che noi esseri umani abbiamo il potere di governare la nostra realtà: se la natura dei pensieri può determinare la qualità del mio respiro, parto da questo assunto per determinare la qualità della mia vita, delle mie relazioni e delle mie scelte tenendo sempre in mente il mantra dell’amore e della compassione verso tutti gli esseri viventi e non viventi. Siamo immersi in un campo energetico in cui tutto e tutti siamo collegati: se esprimo tutto il mio amore per te, so che in questo preciso momento, mentre fai un battito di ciglia, il mio messaggio di amore è già dentro di te.

Grazie Cristina per questa opportunità