Teresa. 1

Pubblicato da Alice Valente Visco il

                                                                      Baranello, 2 aprile 2020

Caro diario,

mi sono da poco alzata e fuori c’è la neve, ma è primavera. C’è anche un bel sole che si riflette sulla neve e la fa luccicare come se fosse dei cristalli di zucchero. 

Mi viene voglia di uscire a fare una passeggiata ma non posso perché siamo in quarantena.

Allora mi metto a guardare dalla finestra e guardo le colline attorno a me e le montagne imbiancate di Campitello Matese.

Scendendo il mio sguardo fissa un punto più vicino alla mia posizione, i miei occhi vanno all’ufficio postale di Baranello.

Baranello è il mio paese, un piccolo paese della provincia di Campobasso.

C’è un murale che campeggia sui muri delle poste di Baranello, è stato realizzato circa un anno fa dalla street artist romana Sabrina Dan. 

Dalla finestra non riesco a vederlo tutto però, quello che riesco ad intravvedere è il volto di un bambino o di un uomo e gli occhi che sembrano guardarmi.

Ci sono anche delle rondini di carta disegnate che sembrano staccarsi dal pezzo di muro per volare su,  in alto,  nel cielo.

Intanto penso tra me e me che forse l’artista ha disegnato quelle rondini perché voleva renderle in qualche modo messaggere, forse messaggere di buone notizie, dei giorni che verranno quando tutto sarà finito e ritorneremo alla nostra vita di sempre, forse non di sempre …

Chissà se ne usciremo veramente cambiati così come tanti dicono. Io spero che ne usciremo rafforzati e più consapevoli di quello che vogliamo della nostra vita e del nostro ruolo nel mondo.

Intanto tra un pensiero e l’altro i miei occhi continuano a guardare le poste e la cassetta delle lettere, chissà quante lettere avrà visto quella cassetta ma oggi quasi nessuno scrive più lettere. 

Con questo pensiero vado alla scrivania e prendo un pezzo di carta ed incomincio a scrivere una lettera ….

Teresa

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