Celebriamo la vita

Pubblicato da Alice Valente Visco il

di Daniela Petrecca Roma, Monteverde Vecchio, casa.

5 aprile 2020, aspettavo questo giorno da un bel po’..oggi avrei voluto festeggiare insieme al mio papà il suo compleanno, cifra tonda, importante, 70 anni! Immaginavo una grande festa con tutte le persone a noi care….immaginavo brindisi, abbracci e risate….immaginavo foto sorridenti, nonno e nipotino stretti stretti con i festoni colorati alle spalle …..
E invece l’ho visto spegnere le candeline in video, da solo, davanti a una torta di panna e fragole enorme e molto bella (ché la mia mamma conserva stile ed eleganza pure in quarantena)…
Avrei voluto celebrare la vita insieme a lui, ripensando anche allo spavento che ci ha fatto prendere ormai 12 anni fa, quando di anni ne aveva solo 58…
Lui però si è messo la giacca, la cravatta, si è rivestito del suo migliore sorriso e ha spento le sue candeline, con aria felice anche.
E allora ti metti a pensare a tutte le cose belle che stanno comunque accadendo in questo folle periodo di quarantena, alle cose per le quali essere grata, agli affetti di sempre che ti si palesano in tutta la loro forza, ai momenti piccoli che generalmente passano inosservati e che ora invece ci toccano e ci ri-umanizzano.
Penso a mio figlio, e penso che io non c’ero quando ha detto la sua prima parola, mamma. Non c’ero quando ha detto la seconda, papà. Non c’ero la prima volta che è riuscito a tenersi seduto da solo, non c’ero quando ha imparato a fare il cane che fa bau bau il gatto che fa miao e tutti gli altri animali della fattoria. Ero sempre a lavoro, godendo dei suoi piccoli grandi traguardi attraverso i video e i racconti di mia mamma. Ma quando, il 10 marzo, Isaia ha cominciato a camminare, io c’ero!! E c’era pure il papà! E per una volta siamo stati finalmente noi, mamma e papà, a raccontare l’accaduto ai nonni, pieni di orgoglio e di gioia per essere stati spettatori di questa importante tappa! 
E mentre penso tutto questo, suona il citofono: il mio migliore amico è andato al supermercato e mi ha pensato.
“Che ti serve?”
“Mah, già che ci sei 4 zucchine e 4 carote”
E poi invece arriva a casa questa busta contenente tanta spesa quanta la mia dispensa non ne ha mai vista “che se hai in casa una vaschetta di gelato e una bottiglia di vino” dice lui “la vita si fa meno dura e aspetti con gioia che si facciano le 19 per fare un brindisi in video-chiamata con i tuoi amici”
E a me ognuna di queste parole, lui non lo sa, ma mi cura e mi guarisce da ogni malumore…anche la bottiglia di vino aiuta eh, ma soprattutto il pensiero che ha avuto per me chi ha deciso di prendermela.
E allora tutto questo discorso infinito (chiedo scusa) non so se letto di seguito ha un senso ma…..volevo solo dire che ogni giorno è un giorno buono per ricordarsi quanto siamo fortunati e per celebrare la vita, anche spegnendo le candeline da soli davanti a una torta gigante.

Celebriamo la vita
Categorie: Ripartire da noi

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