0.9 CARI LONTANI VICINI…Viri

Pubblicato da Alice Valente Visco il

Reportage di Alice Valente Visco

0.9 CARI LONTANI VICINI…Viri

Pina, pensionata

30 Aprile

La signora Pina Viri mi accoglie graziosamente sistemata e pettinata, pur senza eccessi. Ammiro la capacità di non abbandonarsi alla trasandatezza anche quando si è immersi in pensieri che fanno vacillare il nostro centro e noto come ciò sia più diffuso con l’avanzare dell’età.

Inizia a parlare con l’impulso di chi ha dentro di sé tanto che vorrebbe tirar fuori “Io la vedo così: è una situazione quasi irreale. Quasi un incubo. Se mi fermo a riflettere mi metto tanta paura, allo stesso tempo si va avanti. Io già normalmente sto molto a casa, quindi non mi è cambiato molto. Spero vada via tutto insieme così come è arrivato, che vada via come d’incanto e si possa dire: è stato un brutto sogno. Per me non sono preoccupata, io posso andarmene anche domani, non c’è problema, ma sono preoccupata per gli affetti, per i miei figli, per i nipoti, per i bambini in generale…”

Ascoltandola, penso a un meccanismo difensivo degli esseri umani, a come la paura per se stessi venga travalicata dal pensiero e la cura verso gli altri, dunque grazie all’amore.

“Penso all’economia che faticherà a riprendersi. Quanto dureranno le conseguenze di tutto questo? Ho paura perché qualcuno dice che il virus può essere partito da un laboratorio. E perché sono morti tutti questi anziani negli ospizi e nelle case di cura? Non è che l’hanno creato di proposito per far fuori tutti gli anziani, perché siamo troppi?

Che pensiero terribile. Povera Pina, comincia ad elencarmi un gran numero di persone di sua conoscenza o amici di amici che in questi mesi hanno contratto il Covid, fatto che ovviamente la tiene in continuo stato d’ansia. “Non sto uscendo neanche per buttare la spazzatura”.

Tra le persone di mia conoscenza è quella maggiormente immersa in uno stato di paura e sta tirando fuori una grande forza per rimanere a galla.

“Mi informo usando il computer e attraverso facebook con le amiche, ma peggiora la situazione perché ci sono tante bufale. Anche se non vorrei, seguo molto le notizie perché cerco di capire di più, ma una volta dicono una cosa una volta ne dicono un’altra, mi confondo. Temo che ci rimarrà addosso la paura anche dopo.

Ho sempre pensato che chi produce disinformazione abbia una responsabilità criminale e mi chiedo se almeno questo periodo possa provocare un mutamento di rotta.

“Le mie giornate le sto trascorrendo così. La mattina metto guanti e mascherina e vado da mio figlio, quello che abita all’altra scala. Sia lui che mia nuora lavorano adesso tramite il computer e così sto con la nipotina di pochi mesi, ci gioco e la cullo un po’ in balcone. Vado anche un paio d’ore nel pomeriggio. Mio figlio Alessio è molto teso. Un po’ è per il suo lavoro d’ingegnere all’Enel dove deve controllare il lavoro di altri, ed è anche per il suo carattere emotivo, questa situazione senza potersi sfogare, lo rende agitato. Per distrarmi faccio qualche telefonata, mi guardo qualche filmetto e cucino. La mattina preparo anche il pranzo per loro e glielo porto”.

E’ infatti Pina lo scoiattolo tutto bardato che si vede passare più volte al giorno tra una scala e l’altra con in mano vassoi che stimolano le più colorate fantasie del palato. “Alle volte, come oggi, mi preparo la pizza… le squilla il telefono, lasciandomi vagare con la fantasia in quella succulenta pietanza che sta lievitando nel forno di Pina, ma perché io l’ho fatta solo un paio di volte e con risultati poco soddisfacenti? Non resisto e appena riemerge approfondisco. Felice di potermi venire in soccorso, inizia a dettarmi la ricetta ponderando bene le parole e ripetendomi minuziosamente alcuni passaggi… l’acqua per l’impasto deve essere tiepida…quando copri il canovaccio deve essere appena umido… intiepidisci un po’ il forno accendendo la lucetta… Mentre annoto tutto sul quaderno delle interviste, mi saltano agli occhi i numerosi ‘appena’ e ‘un po’’e ‘l’acqua tiepida’ e ‘la temperatura non troppo forte’, forse è proprio dietro alla capacità di questa donna di non sbilanciarsi troppo che risiede la tenuta del suo animo oltre alla riuscita della sua pizza.

“Di positivo questa situazione ha che ci fa riflettere sul fatto che nella vita bisogna volersi bene. Fra gli esseri umani dovrebbe esserci più amore. Non dovremmo pensare troppo al superfluo, al parrucchiere, all’aspetto esteriore. Di veramente essenziali ci sono solo: il rispetto reciproco, il volersi bene, l’accontentarsi di poco. Così si soffre anche di meno. Forse stiamo capendo”.

Le chiedo se secondo lei rimarrà nella gente questo effetto positivo del periodo che stiamo vivendo.

“Purtroppo no, non credo. L’essere umano dimentica”. Dentro le rispondo: si Pina, il rischio è forte e questo mio viaggio fra persone vicine e lontane è dettato anche dal desiderio che non si dimentichi tutto.


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