in-oltre Axis Syllabus e dintorni

Pubblicato da Eva Allenbach il

di Manuela Martella e Nuvola Vandini, Axis Syllabus in Italia

La prima volta che ci siamo incontrati online indossavamo un cappello come oggi. Ci faceva ridere e distrarre da una situazione che in realtà ci stava disorientando e facendo soffrire moltissimo. Ci eravamo riuniti senza nessuna intenzione precisa se non condividere come stavamo. Ognuno stava vivendo il lockdown in una maniera molto diversa a seconda di dove e in che situazione si trovava. Ma una cosa ci accomunava, il fatto che da un giorno all’altro abbiamo dovuto cancellare i nostri appuntamenti e viaggi di lavoro, da un giorno all’altro non potevamo più, ne allenarci ne ovviamente insegnare nelle sale di danza. Da un giorno all’altro non potevamo più abitare i teatri. Da un giorno all’altro ci siamo dovuti distaccare dai nostri allievi e colleghi e mettere un freno a progetti artistici a cui avevamo puntato con tanto impegno da mesi, anzi da anni. Sospesi, senza prospettiva. La sensazione che il nostro lavoro come professionisti del corpo per quanto essenziale, passava inosservato, secondario nella società e dalla politica.
In un momento in cui nessuno ci sembrava dare risposte soddisfacenti, abbiamo iniziato a condividere le nostre domande, le nostre perplessità. Sopratutto davanti ad un panorama di mondo, che da un lato si era fermato, quello tangibile, palpabile, quotidiano. Allo stesso tempo il mondo virtuale che sembrava accelerare più che mai. E noi, sbalorditi, ci chiedevamo se dovessimo anche noi andare online. Perché? Perché no? Corredavamo nel fatto che il virtuale non poteva in nessun modo sostituire la presenza fisica con tutto ciò che la comporta, il disagio e l’amore. Semmai poteva complementarla. Ma per settimane, alla domanda che qualcuno rilanciava: “ragazzi cosa vogliamo fare?” La risposta fu il silenzio. Momenti lunghi di silenzio. Non eravamo ancora pronti per accettare la sfida.Comprendere la situazione attuale, per noi significa comprendere anche, che il Virus e le reazioni che ne sono scaturite, non sono arrivate per sfortuna o per sciagura, ma si collocano in una storia, di cui sono parte, si collocano dunque in una rete di relazioni di causa effetto, di cui tutti siamo parte.
Comprendere questo presente e passato prossimo in questi termini significa per noi continuare a fare quello che stavamo facendo: osservare, leggere, tradurre. Osservare le caratteristiche di quello che ci si presenta, leggerne le relazioni, potenziali e limiti, e tradurre nel nostro andare e nel nostro fare la posizione che assumiamo di fronte a, o meglio, in mezzo a.
Questo è quello che abbiamo sempre fatto come operatori culturali e operatori del movimento,
In particolare quello che facciamo attraverso l’Axis Syllabus, dove osserviamo il corpo nella sua rete infinita di interdipendenze, limiti e potenze, al fine di scegliere di volta in volta, a seconda del contesto, quali relazioni attivare e quali lasciare in pausa, in un continuo dialogo e capovolgimento di ruoli. Il movimento ci insegna che le cose si trasformano, e che le resistenze alla trasformazione possono essere le più disparate, ci insegna a vederle nella loro anatomia, nel loro scheletro nei tessuti che le legano ad altro, ed è questo modo di osservare che ci permette di vedere il piccolo piccolo in relazione al grande immenso universo da cui oggi parliamo.
Questa visione richiede un tempo lento, un tempo che piano piano scruta da un fuori a un dentro,
Un tempo di digestione, un tempo per dare il nome alle cose, per dargli un luogo.
Nulla è ancora chiaro, non ci sono profezie, o ricette da somministrare.
Vediamo la crisi, ne vediamo il legame con il passato, e ne vediamo possibili futuri.
Cosa accadrà per fortuna non lo sappiamo!
sappiamo solo che questo momento si sta giocando sui e nei nostri corpi, in maniera, forse, più evidente che in passato, la nostra pelle è la carta su cui si scrive il libro di oggi… Ciò che ci preme è rendere visibile, la possibilità di scegliere che ogni corpo può assumersi. Lavorare con il movimento ci ha fatto capire la necessità del movimento stesso, e ci ha anche dato strumenti per leggerne logiche e compromessi, ci ha fatto comprendere e ci fa affermare la necessità del corpo di stare tra i corpi, in una vicinanza che non può essere mediata di default da un mezzo tecnologico. La relazione. La necessità di guardarsi negli occhi, e sentire gli odori, la fattura, il peso, la fragilità. Abbiamo accettato con favore di stare nel buio di questi mesi, ci siamo immersi nell’assenza di contatto nella limitazione di movimento, nel caos comunicativo generato dalla pandemia. Abbiamo lasciato che le cose si imprimessero sulla nostra pelle e negli organi, abbiamo ascoltato la rabbia, lo sdegno, la paura, l’assenza di futuro, la bellezza della lentezza, la gioia della casa, l’impossibilità di pensare ai prossimi passi, perché ci sono stati tolti i confini del pensiero, oppure perché i confini si sono ristretti alla nostra pelle, impedendoci di programmare immaginare. Il nostro è un lavoro strano, è un lavoro che non si confina, è un fare che strabocca, che esonda dalle categorie, è un artigianato che investe tutto, la pausa, la notte, il giorno, è un modo di stare. Questo ascolto e osservazione ci portano ad affermare ancora una volta l’importanza di tutto il settore della cultura e di chi del corpo fa il suo strumento di lavoro. Proprio oggi che il corpo subisce limitazioni e controlli assunti spesso come necessari, crediamo importante che le visioni e le esperienze dal corpo continuino ad alimentare i nostri pensieri e le nostre scelte. Per questo abbiamo deciso di condividere ciò che è più caro a noi, quel sapere che il corpo e la danza ci hanno insegnato, con l’auspicio che questo sapere ci continui a guidare nelle scelte, nelle visioni impalpabili eppure corporee e che presto potremo condividerlo nuovamente in uno spazio di carne e di ossa, di respiri affollati.

in-oltre Axis Syllabus e dintorni
foto di Barbara Cali

Così è nato il primo evento online, da un’idea di Sara Parisi e sviluppato e realizzato dal gruppo “Axis Syllabus in Italia” (Barbara Cali, Monia Marini, Manuela Martella , Alessandra Marzo, Roberta Messa, Arturo Minutillo, Sara Parisi, Francesca Pedullà, Filippo Serra, Nuvola Vandini, Emanuela Vitale), la risposta del gruppo a questo nuovo tempo che stiamo abitando.

“IN-Oltre / Axis Syllabus e Dintorni” si terrà nelle stanze virtuali di zoom dal 14 al 17 maggio.

8 relatori si alterneranno in 2 incontri al giorno.

Una serie di incontri e conferenze interattive in cui condivideranno aspetti inediti riguardo a progetti artistici e approcci pedagogici in corso, i loro strumenti di lavoro preferiti, le strategie che applicano per nutrire il loro lavoro attraverso l’Axis Syllabus e vice-versa.

I proventi del festival verranno devoluti al sostegno di future iniziative axis syllabus in Italia, che a sua volta fa parte dell’asirn (axis syllabus international research network).

Se volete conoscere meglio il programma dell’evento potete visitare l’evento fb

https://www.facebook.com/events/1109776559384003

o scrivere una mail a: as.artisticobservatory@gmail.com


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