Oggi non si va in scena ma in piazza

Pubblicato da Alice Valente Visco il

Fotografie e articolo di Tommaso Notarangelo

Oggi non si va in scena ma in piazza

Il virus in questi mesi ha reso invisibili una moltitudine di persone e di categorie di lavoratori, ha azzerato quanto a livello lavorativo ed economico è stato riconquistato in questo decennio dopo l’ultima crisi economica.

Un settore colpito duramente è quello legato allo spettacolo, all’improvviso a pioggia sono stati annullati tutti gli spettacoli in programma, i teatri nel pieno della stagione sono scomparsi, i lavoratori e gli artisti svaniti nel nulla.

Ad oggi si vedono le strade che hanno ripreso vita anche in maniera caotica, con le piazze, i giardini e le ville presidiate da pattuglie che in teoria dovrebbero regolare gli assembramenti, in teoria, perché basta girare per vedere quanti comportamenti sbagliati ci circondano, alimentati anche da una serie di contraddizioni spesso generate delle stesse istituzioni.

Quello che ancora non si vedono sono le persone legate allo spettacolo, teatri, musica e attività artistiche ancora fuori da aperture e sostegno.

In molti del settore si sono riuniti preparando una lettera rivolta al governo e al ministro Franceschini affinché si dia una scossa al settore, tra le proposte si è chiesto di attivare un reddito di continuità che traghetti gli addetti allo spettacolo oltre questa crisi e un approccio più dinamico al FUS (finanziamento allo spettacolo dal vivo).

Abbiamo avuto finora due manifestazioni pacifiche per supportare queste proposte, la prima il 18 maggio in piazza San Giovanni a Roma, la seconda ha visto la partecipazione di ben 14 piazze in tutta Italia, ci sarà una terza manifestazione generale a Roma il 13 giugno sempre a piazza San Giovanni.

Finora né il governo e né il ministro Franceschini hanno risposto alla lettera.

Considerare questo settore alla stesso livello del settore industriale sarebbe un’altra proposta, una faccia dell’Italia nel mondo è anche questa.

(Si ringrazia Roberto Andolfi di Spin Off per l’ispirazione)

N.b. E’ possibile leggere la Lettera aperta di Quarta e firmare la petizione alla sezione Attività


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